L'imposta di soggiorno non è un tuo incasso, ma passa dalle tue mani: la paga l'ospite, tu (o il portale) la riscuoti e il Comune la riceve. Se la gestisci bene è un adempimento di routine. Se la ignori, rischi sanzioni che superano l'importo dovuto. Ecco come funziona, caso per caso.
Di cosa si tratta
È un'imposta decisa da ogni Comune che la ha istituita, dovuta per ogni notte di pernottamento, per persona. Chi paga è l'ospite. Chi la riscuote e la versa è il gestore, che è responsabile del pagamento nei confronti del Comune e può rivalersi sull'ospite.
Gli importi li fissa il Comune con una delibera, spesso in base al tipo di struttura. Esistono tetti massimi nazionali: di norma 5 euro per persona e per notte, fino a 10 euro in alcuni capoluoghi a forte presenza turistica e a Roma. Molti Comuni applicano importi più bassi, e fissano un numero massimo di notti consecutive tassabili.
Un esempio: 3 euro a persona per notte, due ospiti, tre notti. L'imposta è 3 × 2 × 3 = 18 euro.
Chi la incassa: portale o tu
La risposta dipende da chi incassa il pagamento.
- Prenotazione da un portale che gestisce il pagamento: il portale (o l'intermediario) riscuote l'imposta e la versa al Comune, in qualità di responsabile d'imposta. In molti casi il portale la raccoglie e la gira al Comune per te. Controlla comunque nel tuo account se questo vale nel tuo Comune.
- Prenotazione diretta: sei tu l'unico responsabile. Devi riscuotere l'imposta dall'ospite e versarla.
- Gestione mista (alcune prenotazioni da portale, altre dirette, o un'agenzia): ciascun soggetto dichiara e versa per gli incassi che ha gestito.
Se l'ospite rifiuta di pagare, la responsabilità verso il Comune resta tua. Molti Comuni prevedono un modulo di rifiuto da far firmare all'ospite: è l'unica protezione concreta.
Cosa devi fare in pratica
- Informati sul regolamento del tuo Comune: importo, categorie di esenzione, notti massime, modalità di versamento.
- Registrati sul portale del Comune, quando previsto: molti hanno un sistema per le comunicazioni trimestrali o mensili.
- Riscuoti l'imposta dall'ospite, separata dal prezzo. In fattura o nella ricevuta va indicata a parte.
- Versa al Comune con le scadenze del regolamento: spesso trimestrali o mensili.
- Conserva i documenti (elenchi ospiti, ricevute, dichiarazioni di esenzione) per almeno cinque anni.
La dichiarazione annuale
Oltre ai versamenti, esiste una dichiarazione annuale all'Agenzia delle Entrate, da presentare in via telematica entro il 30 giugno dell'anno successivo (per esempio, il 30 giugno 2026 per l'anno 2025). Serve anche se non hai avuto pernottamenti, purché la struttura sia stata attiva nell'anno. Chi ha più immobili nello stesso Comune li indica tutti nella dichiarazione.
Esenzioni
Le esenzioni le decide il Comune. Quelle più comuni riguardano residenti, minori fino a una certa età, malati in cura e i loro accompagnatori, personale della struttura, forze dell'ordine in servizio e accompagnatori di gruppi. Non sono uguali ovunque: verifica sempre il regolamento. Per ogni ospite esente servono i documenti o la dichiarazione che lo provano.
Sanzioni
- Omessa o infedele dichiarazione: sanzione dal 100% al 200% dell'imposta dovuta, con riduzioni se ti regolarizzi in tempi brevi.
- Omesso o parziale versamento al Comune: sanzione del 25% dell'imposta non versata.
Sono sanzioni amministrative che si aggiungono all'imposta. La regola pratica è semplice: non usare mai quei soldi come liquidità, perché sono del Comune dal momento in cui li incassi.
L'imposta nei tuoi conti
L'imposta di soggiorno non è un ricavo e non entra nel fatturato ai fini del limite del forfettario né nel reddito. Sul portale, inoltre, la commissione non si calcola sull'imposta: Airbnb la esclude dalla base, ne parliamo in commissioni Airbnb.
Il consiglio pratico è tenere l'imposta su un conto separato, o almeno in una voce a parte, così a fine trimestre sai esattamente quanto versare. Nel calcolatore non devi inserirla: il netto si calcola sui soli incassi della locazione.
Checklist rapida
- Conosci l'importo e le esenzioni del tuo Comune?
- Sai chi incassa e versa per ogni portale?
- Per le prenotazioni dirette, riscuoti e versi tu?
- Hai fissato la scadenza della dichiarazione al 30 giugno?
- Conservi i documenti per cinque anni?
Gli importi e le regole variano da Comune a Comune: per il tuo caso fai riferimento al regolamento comunale e al tuo commercialista.



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